Salta a Malta


Questa vacanza è stata una sorpresa in due sensi: ci siamo stati io e la mia ex morosa (separati già all’epoca) quindi vi lascio immaginare i disagi sorti. l’altra sorpresa è stata l’isola ed i suoi abitanti.

Permanenza: 7/09 – 12/09 (2015)

Motivo del viaggio: bella domanda!

Organizzazione del viaggio: alla carlona su internet e guide turistiche (soprattutto la prima)

Io fino a tre giorni prima di partire ero in Portogallo, solitamente infatti gestisco io prenotazioni, itinerario, check-in e quanto ruota attorno ad una viaggio. Ne ero impossibilitato e come risultato il biglietto di ritorno era uno. Abbiamo risolto all’ultimo pagando uno sproposito il biglietto mancante (tanto ha pagato lei).

Come detto prima non ho avuto molto tempo per organizzare il viaggio in parte perché ero molto insicuro dell’esito a causa della compagnia e perché la destinazione non mi ispirava molto. Quindi nonostante la mia innata voglia di viaggiare scoprire esplorare sono patito abbastanza prevenuto sulla meta.



 

Sbarchiamo puntualmente, Ryanair non perde mai un colpo. Test temperatura: 30°C (non chiedevo altro) anche se un pò umido, logicamente siamo su un isola. Il paesaggio che circonda l’aeroporto è arido e desolato, ci mette un pò di angoscia la cosa.

Punto a favore per i mezzi di Malta, molto efficienti, ben tenuti e ben indicate le fermate all’aeroporto con tanto di destinazione; prendiamo la linea X3 con direzione Bugibba 2€ (un bellissimo nome per una località non trovate? Se non vi piace ripetetelo velocemente 10 volte e vedrete che cambierete parere). Sfrecciamo e ci godiamo l’isola con le colline brulicanti di pascoli e terre coltivate, il mare.

Giungiamo così al nostro alloggio (non menziono scoprite perchè leggendo, anzi ormai è passato tanto tempo ve lo scrivo, ma siate cauti quando vorrete prenotare: Blue Angel Apartments). Prenotazione: appartamento con cucina, tutti i servizi inclusi, lenzuola, angolo cottura, stoviglie, wifi, vicino alla spiaggia. Si rivela invece: edificio decadente all’esterno ed all’interno, decadente e mal andato negli arredi, privo di angolo cottura (però c’è un bollitore arrugginito e mal funzionante), wifi che non prende nella camera. Almeno il mare è vicino, me lo ha detto google maps mentre ero nella hall.

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St. Paul’s Bay

Consoliamoci andando a vedere il mare! St. Paul’s Bay è particolare: l’acqua è
estremamente pulita e cristallina ma non è la vera propria spiaggia incontaminata perchè subito a ridosso della strada e poco spaziosa anzi, è il porto quasi praticamente. C’è però una cosa molto curiosa: si trovano ogni tanto dei quadrati abbastanza grandi intagliati nelli scogli che sembrano piscinette. Sappiete che lo sono o meglio lo erano per i nobili vacanzieri che preferivano avere il loro spazio di mare privato (un pò snob che ne pensate?)

Passeggiando lungo mare ci accorgiamo che un pò tutto è trasandato e poco curato e il mar mediterraneo stempera questo senso di decadenza distraendo lo sguardo del turista verso lui. Ci imbattiamo: nella chiesa di San Paolo, semplice ma molto bella e particolare essendo a pianta quadrata e con chiari simboli templari; nella Wignacourt Tower che è la prima torre costruita sull’isola come avanguardia, infatti monumentale si erge sulla costa e dal tetto si gode di ottimo panorama, all’interno vi sono arredi del ‘700.

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St. Paul’s Bay

Vogliamo vedere alcune delle spiagge consigliate da tutti dopo una prima impressione un pò deludente di quest’isola. Così ci dirigiamo nel lato “selvaggio” dell’isola: la parte nord.

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Paradise Bay

Qui si trova la famosa Paradise Bay. È estremamente affollata ma e molto bella vista dall’alto, cattura subito che è una caletta che culmina dopo un declivio, l’acqua è veramente pulita e limpida ed è divisa in una parte atrezzata ed una non. Ci riusciamo ad imbucare tra un granello di sabbia ed un altro (non scherzo era veramente affollatissima) e ci godiamo un pò di snorkeling e sole.

Prendiamo il pullman e dopo una giornata di mare stancante ci prepariamo per la capitale Valletta che è anche Patrimonio Unesco (io sono fissato con questo, lo so).

La prima impressione nel vedere l’ingresso principale è la maestosità delle mura che la circondano essendo stata una città fortezza. Ai lati dell’ingresso imponenti scale che portano sulle mura e poco più avanti si distinguono i resti di un templio ed il palazzo del parlamento. È molto curata nella via principale, anche pulita, mentre in alcune vie secondarie è buia e mal curata. Passeggiando lungo il Grand Harbour Canal che rende la città una mini penisola ci godiamo i fuochi d’artificio che si riflettono sull’acqua nel buio blu del mare. Finito lo spettacolo pirotecnico ci rilassiamo sulla panchina di piazza San George dove il maestoso palazzo dell’armaria fronteggia giochi d’acqua, così danziamo tra il mare, le fontane e le stelle.

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Piazza San George

Durante il giorno di pioggia che sfortunatamente non ci ha permesso di andare al mare, fortunatamente ci ha permesso di visitare qualche luogo turistico servito dai mezzi: Mdina e Rabat.

La prima è l’antica capitale dell’isola e quindi monumentale e fortificata. Ciò che ci stupisce maggiormente sono i cartelli posti per le stradine acciottolate strette sui quali è scritto l’obbligo del silenzio. Approfondendo poi la questione scopriamo che è anche detta città del silenzio ed è infatti vietato lo schiamazzo o qualsivoglia rumore nelle sue strade. Percorrendo le mura di questo antico baluardo è possibile osservare buona parte dell’isola. Ci siamo immersi in questa muta oasi in cui i nostri passi e la pioggia rimbombavano sulle pietre antiche di centinaia di anni, una città tanto romantica e particolare.

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Rabat

 

La seconda, a pochi passi dalla prima, è una cittadina tranquilla e pulita, il cui luogo
d’interesse principale sono le Catacombe di San Paolo. Avvolti da una luce crepuscolare ci lasciamo guidare dalle audio guide per sentieri stretti, spazi angusti tra le cripte delle genti che un tempo abitavano la vecchia capitale. Tutto molto affascinante e curioso, un’esperienza particolare. Le Catacombe di Sant’Agata invece sono più piccole, riservate, è possibile accedervi solamente tramite visita guidata che dura 15/20 minuti. All’interno si trovano ben conservate decorazioni tombali come affreschi e capitelli. Inoltre vi sono tracce di una chiesa sotterranea che si presume essere la più vecchia dell’isola.

Assieme all’isola di Malta altre due isole più piccole fanno parte dell’arcipelago delle Calipsee: Gozo e Comino. Noi decidiamo di esplorare la prima semplicemente ad ispirazione, ci sembrava il giusto compromesso tra selvaggia e turistica confrontando siti e recensioni in internet.

Per accedere alle isole è necessario prendere il traghetto. La stazione è terribilmente disorganizzata: la fila per salire sulla nave viene fatta in mezzo alla sala d’attesa arrangiata “alla buona”, attendiamo 45 minuti per salire a bordo e non troviamo nè una tabella degli orari per capire l’orario di partenza e per adeguarci per il ritorno, io disperato cerco di informarmi sull’acquisto dei biglietti ma gli operatori mi dicono che non serve, non capisco. Dopo poco una comitiva di turisti ci dice che il biglietto si fa solamente al ritorno e che comprende anche l’andata. Disorganizzazione portami via.

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Ramla Bay

Raggiungiamo con l’autobus Ramla Bay; sabbai dorata che si estende a perdita d’occhio, vegetazione tutt’intorno, dune di sabbia sparse per la spiaggia, la torretta dei bagnini nel centro della spiaggia gli da quel tocco alla baywatch. Purtroppo per noi però era la giornata sbagliata: vento, nuvole, cavalloni.

Facciamo sosta qui qualche ora per poi dirigerci verso Xlendi Bay che è molto molto suggestiva, una piccola insenatura nel mezzo della città con acqua cristallina e pareti di roccia che si perdono nel mare. Fortunatamente non c’è vento e le nuvole sembrano essersi diradate.

Ci spostiamo dopo qualche bagno verso una delle attrazioni principali dell’isola ( a detta della guida stampata): Azure Window. È un arco naturale gigantesca nel mezzo del mare, molto poetico, ci tuffiamo e facciamo il bagno ai piedi di questo gigante sdraiati su rocce lunari che non sono proprio la comodità fatta a scogliera, però ci godiamo il sole, il mare e questa finestra verso l’azzurro dove vento e acqua si baciano in eterno.

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Azure Window

Raggiungiamo per finire la capitale dell’isola che troneggia dall’alto di una collina tutto il paesaggio: Victoria. La città è carina, molto piccola a portata di mano, fatta da strade antiche che passano tra le case costruiti in mattoni che al sole sembrano dorati.

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Cattedrale vista dalle mura

La cinta muraria la abbraccia e noi decidiamo di vedere il panorama
dall’alto di queste giganti mura difensive. Visitiamo anche la cattedrale della cittadina, subito ai piedi delle mura, e veniamo istruiti dal parroco sulla storia della chiesa. L’avvicendarsi di saccheggamenti da parte dei pirati e degli stati europei, ognuno che succedendo al precedente lasciava un pò di sé all’interno di questa chiesa maestosa e affrescata.

Ci manca solamente una tappa per chiudere il nostro viaggio e poter dire quasi senza rimpianti “sono stato a Malta”: la famosissima ultra parlata e pubblicizzata sull’isola ed oltre mare Blue Lagoon. Ed effettivamente è proprio come nelle foto, acqua cristallina e limpidissima che sembra di essere in una piscina, scogli che emergono e l’isola di camino che la avvolge in piccola parte. La pecca più grande: i turisti, io li odio. Sovraffollata e piena la spiaggia non ci ha permesso di trovare un posto comodo nemmeno pagandolo, abbiamo dovuto ripiegare sulla collinetta vicino al pontile degli sbarchi, comunque la spiaggia è sensazionale ma vista l’affluenza non ce la si gode minimamente.

Per continuare sulla scia del turismo incapronito la sera, essendo l’ultima, visitiamo il paese dei balocchi, la città in cui tutte le discoteche, i bar, i club sono accorpati gli uni sugli altri. Paceville è un un paesino universitario in cui si accavallano feste su feste e immancabilmente cercano di accaparrarsi clienti in qualunque maniera. Dal free drink al 2×1 all’ingresso gratuito in discoteca ci provano in ogni modo. La fregatura è sempre dietro l’angolo: i free drink sono praticamente succhi di frutta, i 2×1 valgono solo per cocktail inventati dai locali o poco appetibili, e l’ingresso gratuito prevede ovviamente la consumazione obbligatoria. Detto questo nel caos delle danze e delle luci misto a fumi di narghilè balliamo e ci schiantiamo di risate fino all’alba.

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Blue Lagoon

 

Conclusioni: Malta è una bellissima isola, una posizione invidiabile economicamente perché punto nevralgico tra africa, medio-oriente ed Italia. il mare è stupendo e le isole Gozo e Comino sono spettacolari sfumature di una sapiente convivenza tra uomo-turismo-natura. Purtroppo però le persone non sono sempre cordiali ed amichevoli, hanno poco rispetto per l’ambiente e si vede molta povertà per le strade.I costi sono molto abbordabili però non sanno valorizzare l’isola di Malta e la sua capitale come dovrebbero. A misura di famiglia ho visto poche opportunità di svago, molto probabilmente nei grandi villaggi in cui si è relegati per settimane c’è l’animazione, ma al di fuori di questi ho visto ben poco oltre le solite passeggiate lungo mare.

Non ci ritornerei per due semplici motivi: il turismo è una delle fonti di sostentamento principale se non la principale per gli isolani, di conseguenza trattare bene il turista e valorizzare i loro punti d’interesse ed i mezzi turistici dovrebbe essere una prerogativa che non hanno. in secondo luogo, c’è di meglio.

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2 risposte a "Salta a Malta"

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