Bucarest: questa sconosciuta


Periodo di permanenza: 19/04/2016 – 21/04/2016

Motivo del viaggio: Alla scoperta della capitale rumena


Cercavamo una meta europea, preferibilmente una capitale, che fosse economica visto il nostro budget ridotto, l’oposto della nostra voglia di viaggiare. Così quasi all’improvviso ci imbattiamo in un’offerta Ryanair per la capitale della Romania ai più sconosciuta. L’idea ci è sembrata molto intrigante, nessuno ci va mai, chissà il perchè?

Ci accoglie un clima umido e grigio ( che ci accompegnerà per tutta la permanenza). Facilmente troviamo il bus che ci porta nel cuore della città con solo 4 Leu a testa. Scendiamo vicino all’università e subito ci accorgiamo della somiglianza architettonica con Parigi. Per ora nessuna traccia dei famosi edifici grigi comunisti. Il Circolo Militare è un chiaro esempio di contaminazione parigina. Ma non è il solo edificio, infatti passeggiando lungo le sponde molto suggestie del Dambovita, osserviamo la Corte d’Appello e il Palazzo di Giustizia.

Il problema principale, ed è ben osservabile, è che tra un luogo d’interesse ed un altro c’è un’immenso degrado negli edifici e per le strade. Effettivamente il grigio dei palazzi popolari comunisti ora è facilmente distinguibile. Persino nella via più turistica, quella piena di locali occidentali, l’abbandono e la povertà sono visibili. Basta alzare la testa e sopra al localino turistico i restanti piani dell’edificio sono mal messi.

Lungo la strada per il famoso Palatul Parlamentului siamo circondati da questa desolazione e povertà. Questo edificio è il più pesante al mondo e agli occhi sembra un enorme agglomerato di cemento. Niente di suggestivo, solo molto molto grande. Il problema nasce quando lo si vuole visitare. L’entrata è lungo un fianco: ogni lato è enorme, consiglio di studiarvi prima come arrivarci per non fare come noi che abbiamo dovuto fare a piedi due lati (quasi 500 metri). Inoltre, e non era specificato, le visite sono orarie così oltre ad avver camminato in lungo e largo abbiamo dovuto aspettare parecchi minuti prima di accedervi.

Gli interni sono ampi e maestosi, interminabili corridoi e stanze enormi costellano questo edificio. Tutto ciò che si trova dentro a questo edificio è Rumeno, dal marmo al parquet. Niente è stato importato. Tutti questi fasti e questi ornamenti tanto curati sono la perfetta antitesi di quello che c’è fuori. Una contrapposizione tanto forte che ci lascia molto su cui riflettere. La corruzione dilagante della classe politica e l’arricchimento a discapito di tutto e tutti, non porta altro che ad una povertà trasversale che non esclude nessuno. Questo edificio ne è l’emblema.

Percorrendo Viale Unirii, viale principale che raggiunge il Palazzo del Parlamento, con le fontane spente anzi piene d’immondizia ed ai lati negozi chiusi in cui il degrado ha preso il sopravvento. Ci rendiamo pienamente conto di quanto sia stata devastata dalla povertà questà città indotta dai politici.

Fortunatamente un pò di svago ed un’evasione da questa triste realtà la abbiamo la sera mangiando all’osteria più antica della città. Caru cu Bere non è solo un locale, è l’anima del popolo rumeno. La voglia di ridere e divertirsi dimenticando quanto c’è per le strade e le scelte discutibili dei regnanti sono sentimenti che aleggiano nel locale le cui pareti in legno ne sono intrise. Mangiamo, beviamo e balliamo. E tutto d’un tratto i colori prendono il sopravvento.

Il nostro secondo giorno è piovoso e non ci permette di visitare parchi e musei all’aperto così ci rintaniamo al museo di storia naturale Grigore Antipa. Dove si trova una curiosa collezione di animali imbalsamati e scheletri di qualunque genere. Per arrivarci usiamo la metro che anche stavolta non delude le aspettative di povertà e non curanza.

Ci rendiamo anche conto mentre passeggiamo per le strade e chiediamo spiegazioni nei posti turisitici che nessuno sa parlare inglese. Nonostante questo riusciamo a raggiungere una zona compleamente differente dal resto della città, un piccolo gioiello europeo. Gli edifici curati e ben tenuti del Palatul Regal sede del Muzeul National de Arta al Romaniei, Piata Revolutiei e Ateneul Roman creano una distrazione dal grigiore del resto della città. Tutti questi edifici neoclassici ci ricordano lo spirito appartato della sera precedente. La voglia di cultura contrastata dalla dilagante povertà sguinzagliata da dittatori.

L’Ateneo Rumeno ci colpisce a tal punto che decidiamo di prendere a scatola chiusa due biglietti per la serata. Gli affreschi della sala e l’architettura dell’edificio ci lasciano senza parole. Verremo poi truffati dalla venditrice che allo sportello tenta di spiegare che i biglietti sono per un concerto di piano e violino, in realtà si tratta di una serata di lirica del corpo cittadino.


Conclusioni: Indubbiamente il quartiere neo classico che abbiamo visitato per ultimo e la locanda più antica della città sono stati i nostri preferiti. Mentre il degrado dilagante causato dalla dittatura ci ha lasciati con l’amaro in bocca.

Potrebbero esserci potenzialità inespresse e ben nascoste tra questi intonaci cadenti.

 

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6 risposte a "Bucarest: questa sconosciuta"

  1. Anche a me piace esplorare città (meglio se capitali europee) sconosciute ai più. E tra queste non mi è mancata Bucarest che ho visitato pochi anni fa. A me non è dispiaciuta affatto risultando, almeno nella parte centrale, molto pulita e accogliente. La visita del Palazzo del Parlamento è apparsa molto interessante e l’enorme distesa di marmi davvero impressionante. I prezzi dei voli aerei sono molto abbordabili; ecco perchè consiglio a tutti una breve visita (anche solo un week-end).

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    1. Questo è il bello di visitare città, ad ognuno lasciano un’esperienza, ricordo, impressione diversa.
      Converrai con me che nonostante la soggettività del viaggio ci sono molti luoghi molto migliori e più meritevoli di Bucarest sotto ogni punto di vista.

      Piace a 1 persona

    1. Questo è stato quello che mi ha trasmesso. Magari ad altri suscita altre emozioni. Sicuramente non è una città come Budapest, Vienna, Londra, Parigi però è da visitare. Un pò come tutto a parer mio.

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