La materia prima non conta

Io sono molto alla mano e poche cose mi spaventano, non tutti sono così, le donne soprattutto. Per tranquillizzare il gruppo allora prendiamo una guida del posto che parla italiano. Peccato che Isham è il classico stereotipo di marocchino. Parte in quarta a raccontare e spiegare la storia della città portandoci a vedere le tombe ebree. L’anonimato di questi loculi è un paesaggio bianco sfavillante che fa riflettere quanto siamo differenti su questo pianeta ma altrettanto uguali quando non ci siamo più. Passiamo per il Palazzo Bahia dove abbiamo il primo contatto con l’architettura marocchina. Colori, colori e ancora colori. Soffitti, muri, pavimenti tutto è colorato, dove non lo è ricchi motivi decorativi ne prendono il posto. Il legno, gli stucchi hanno forme stupende che fino ad ora avevamo visto in foto. L’alternanza di stanze, giardini e cortili interni fa compenetrare la struttura con la natura. Dalla residenza del visir passiamo alla residenza reale: il Palazzo el Badi. Grandi mura lo costeggiano, insormontabili ed all’interno prgioni e piscine. Spazi svuotati di ogni fasto. Non resta che la fantasia per immaginare com’era questo palazzo enorme. Concubine in tuffo e marmi pregiati nelle stanze. Torri svettanti a controllo della città. Mosaici e legno ad abbellire il tutto. Attraversiamo vicoli stretti dove foulard colorano i negozi, candelabri e lampade fanno luccicare le vie, fruttivendoli e macellai si susseguono vendendo gli stessi prodotti. Le corporazioni medievali sono il perno attorno al quale ruota il commercio, dove a concorrenza non sembra esistere, lavora chi sa fidelizzare il cliente. Quindi addosso al turista che ha soldi, chi compra molto spesso viene fregato. Capisco sempre più il marocchino medio. L’ultima tappa della giornata è la Madrasa Ben Youssef. Antica scuola coranica densa di decorazioni su legno e stucco il cui cortile interno fastoso lascia senza parole. Le stanze del dormitorio sono un labirintico crocevia di volte decorate in legno. La vita sembra più serena vista da qui dentro e fa riflettere quanto l’effetto delle decorazioni sia sublime nonostante le semplici materie utilizzate: legno e stucco. La padronanza dell’arte che rende nobile anche la più comune materia prima.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...