Giorno 1 “L’amore ai tempi del coronavirus”

Mia mamma è convinta sia un complotto, vittima delle fake news e dei falsi informatori si è fatta prendere dal panico e si è affidata all’isteria irrazionale. Come darle torto: da dove viene? Dove va? Come riconosco chi lo ha? Quanto durerà? Tutti questi quesiti non trovando risposta, perché effettivamente non ce n’è una, generano panico e disagio. In realtà da mamma quale è teme per i suoi genitori, i suoi figli e la sua casa ( tre principi cardine nella vita di mia mamma) e sfoga i suoi timori nelle teorie più disparate. Ancora non ha capito però se il virus è un mezzo per il crack finanziario voluto dagli USA, per una terza guerra mondiale imminente, per un attacco alieno o la vendetta di Hitler a Mussolini un pò fuori tempo. Per me sicuramente un danno al sistema economico finanziario a livello globale ci sarà, ma pensandoci bene colpire proprio la Cina ( paese nel quale per venti anni il “primo mondo” ha riversato risorse e dunque ne è strettamente connesso) non mi sembra un colpo da geniale stratega militare e men che meno colpire l’Italia. Una terza guerra mondiale dubito che avverrà prima di aver colonizzato Marte. Per quanto riguarda gli alieni io la penso come Hawking; l’ultima ipotesi è la più plausibile, decisamente, ma non voglio dirlo a mia mamma.

Mia sorella la vedo più serena e spensierata nonostante abbia perso il suo ennesimo lavoro e nonostante non possa vedere il suo morosino. La vedo così tranquilla perché è rilassata, non ha impegni che la pressano, scadenze, orari e fonti di stress. Si sveglia presto (molto strano) molto prima della lezione online, fa le sue cose, fa colazione (molto strano) si prepara e con totale tranquillità si appresta a prendere appunti. Durante il giorno studia (molto strano) e non solo, oggi ha studiato fino a poco fa. Incredibile. Molto probabilmente i suoi ritmi non combaciavano con quelli dettati dai mille impegni dei quali si sobbarca ogni giorno e da cui si lascia prosciugare ogni energia. A mio parere le fa bene anche un pò di disintossicazione dal suo fidanzato (sono ancora nella fase ciccì coccò, a dire il vero è così da un anno, quindi si vedono quasi tutte le sere occupandomi la stanza con gli ormoni volanti ed il sudore acerbo che aleggia e mi inebria prima del sonno) sembra invidia la mia ma in realtà non lo è. Vorrei solo che in questo periodo di clausura forzata si rilassi, si alleni a studiare con i suoi ritmi ma soprattutto dedichi del tempo a lei, le sue passioni, ciò che le piace visto che questo è l’anno del diploma, forse.

Quanto a me io non riesco mica a stare fermo e solo l’idea di essere recluso e non potermi spostare mi fa innervosire, così dopo aver studiato per l’ennesima volta un esame che all’infinità mi è stato rimandato mi sono messo a sistemare la cantina. Mentre facevo una cernita di ciò che ha valore e ciò che è da buttare ho riscoperto innanzitutto dei fantastici libri che leggerò a breve: Il vecchio e il mare, City, Il principe della nebbia e Nella mia fine è il mio principio. Spostando vecchie coperte e quaderni di classi passate ho riscoperto la mia collezione di palline magiche. Sono quelle palle di plastica di varie dimensioni che rimbalzano tantissimo e mi sono divertito a perderne un pò sotto l’armadio e felicemente mi hanno riportato a quelle sere in cui i miei genitori stavano ancora assieme ed andavamo a fare la spesa all’Auchan. Sempre prima di andare via passavamo dal distributore, mettevo uno spicciolo, ruotavo ( ed in quel gesto erano riposte tutte le mie speranze di trovare una pallina di rara bellezza) e puff io e mio papà iniziavamo a giocarci nei corridoi chilometrici del centro commerciale. Inoltre ho metabolizzato il fatto che oggi invece di essere il mio primo giorno di tirocinio in università è il mio primo giorno di cassa integrazione. Come se non bastasse poco prima ho dovuto salutare tristemente la mia fidanzatina con un arrivederci tra qualche settimana. Niente di doloroso se la scelta non fosse stata imposta, ma in questa situazione tutto sembra così vicino ed altrettanto lontano, così effimero il divieto e così concreta la multa e la condanna penale che potrebbe conseguire allo sgarro dettato da un fuggevole bacio.


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