Giorno 3 “Il Coronavirus d’Italia”

Stamattina mi son svegliato o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao.

Ed ho trovato un bel messaggio da parte di mia mamma.

In quel messaggio lei mi parlava del suo contagio, o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao.

O virus infame non portarla via che mi sento di morir.

E se io pure sono contagiato? O mamma ciao ciao ciao vengo con te

E se mia sorella e mio papà e la mia morosa pure. O belli ciao ciao ciao ci ritroviamo in paradis.

Esattamente così, mia mamma probabilmente è stata contagiata non spiego come e perché in quanto risulterebbe difficile però ha avuto contatti con una persona che avuto contatti con una persona che è positiva al tampone ed ora presenta i sintomi. Ne mia mamma ne chi lo avrebbe ipoteticamente passato a lei presentano sintomi, anzi, il contatto sarebbe avvenuto 10 giorni fa e solo ora si sono presentati i sintomi alla signora. Siccome il messaggio era stato scritto ieri sera tardi ed io, primo a svegliarmi, sono stato  anche il primo a leggere, elaborare, metabolizzare e diffondere il verbo. Inizialmente mi sono spaventato per mia mamma essendo in casa da sola. Ho analizzato la situazione per capire che non c’era nulla che mi potesse dare la certezza del contagio. Ho chiamato mia mamma per sapere come stava per poi rassegnarmi all’esito che avrebbe potuto darmi solo il tempo. È stato interessante osservare il comportamento della gente a seguito della notizia. Prima persona a cui l’ho detto è stata mia sorella ed il suo stato d’animo è passato da: indifferenza, riflessione, terrore, dubbio, paura, incertezza. Ha così chiamato mia mamma si è assicurata stessa bene e si è rassegnata al fatto che se dovesse averlo lei lo avremmo preso di conseguenza anche tutti noi. Mio papà invece: riflessione, dubbio, panico, terrore. Ora sembra rassegnato al destino e sente il contagio più vicino a lui, nonostante abbia dispiegato tutte le sue risorse per evitarlo sa che ormai, se dovesse averlo, sarebbe irrimediabile la situazione. La mia morosa invece ha avuto una reazione più altruista ed al tempo stesso fatalista: nel giro di un’ora era in macchina per mettersi in quarantena cautelativa per 14 giorni da sola in una seconda casa, non ha nemmeno mangiato o bevuto prima di partire. Penso che abbia metabolizzato il tutto solamente mentre era in macchina ed io l’ho chiamata, improvvisamente è scoppiata in lacrime. Sembra una reazione esagerata ma in realtà lei vivendo anche con i nonni l’ha fatto per il loro bene. Ho notato che in tutti, me compreso, accade per uno strano meccanismo un’alternanza di razionalità e istinto di sopravvivenza. Il primo di questi porta alla riflessione, il secondo porta al terrore ed all’angoscia. La giornata è poi proseguita placidamente tra studio, esercizi per il fisico e le varie distrazioni. Tutto è ripreso come ieri, come il giorno prima, come sempre.

Hanno iniziato a comparire degli striscioni (l’immagine di questo articolo) appesi ai balconi delle case. Stamattina quando ho visto il primo mi si è riempito il cuore. Un gesto ricolmo di solidarietà ed empatia. Sembra come se chi lo ha esposto, nel mentre si leggono scritte, ti abbraccia con calore attraverso le parole. Questo comportamento rispecchia perfettamente noi italiani. Sono fiero di noi.


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