Giorno 9 “L’ombra dello scoronavirus”

La situazione mentre scrivo è questa: contagiati 26.062, morti 2.503, guariti 2.941. Le misure sono sempre più restringenti, infatti oggi è stata categoricamente vietata qualunque passeggiata all’aria aperto. Gli analisti dicono che il picco di contagi è atteso per domani. Quindi, teoricamente, partendo da dopo domani la curva dovrebbe decrescere, il peggio dovrebbe essere passato. Dovremmo avercela fatta, stringiamo i denti per queste ultime 2 settimane. Fiducioso che almeno mezza primavera riusciremo a godercela.

Ho voglia di iniziare il tirocinio, di tornare in università, di riprendere la vita di prima, di laurearmi finalmente. Ho sostituito la routine che prima avevo con una nuova. Pensare che io di monotonia o programmi non volevo sentirne parlare. Giovane ribelle noncurante del futuro. L’avvenire si prepara con disciplina e passione nel presente. Non so esattamente quando è avvenuto questo cambiamento di prospettiva. So che da quando mi sento vicino al traguardo posto ho iniziato ad acuire il rigore e l’ordine. Non basta una pandemia a fermarmi.

Sogno il caldo, la spiaggia, la natura. A me basterebbe anche vivere in condizione modeste, non ho molte pretese. Voglio solo 3 cose: sole, mare e verde; dopodiché mi adatto molto facilmente a qualunque situazione. La cosa che più mi attanaglia da qualche tempo è divenire un adulto con rimpianti, che non ha ottenuto ciò che desiderava, che non riflette e non è rispettoso di ciò che lo circonda, voglio vivere una vita degna d’essere vissuta. Mi impegnerò per farcela. Riflessioni da malato terminale anche se sono sano come un pesce, quindi posso dire che è solo questione di tempo. In Italia poi si prevede una grave recessione allora io scappo a Cuba.

Sto riprendendo confidenza con la bici, anche oggi è stata il mezzo per spostarmi da una casa all’altra. Durante i tragitti mi sentivo una star di Hollywood. Ero paparazzato dalle vecchiette e dalle casalinghe insoddisfatte che dai balconi mi facevano foto e video. Attestavano la gente che sola o con il cane va in giro per il paese, il reportage frutto di giorni di lavoro è poi stato visionato dal sindaco. Quest’ultimo, penso più per accontentare le megere che per sentimento civico, ha scritto un post su Facebook. Su Facebook capite la gravità?!? Vietando i comportamenti similari a chi va in giro anche in solitaria per il paese. Al di là dell’inutilità del comunicato e della sua discutibile validità mi chiedo il perché di Facebook. Sembra ormai divenuto il canale ufficiale per le comunicazioni ( a momenti anche di quelle istituzionali) e mi chiedo il perché. La crisi della forma si esaurisce tra le forme dei profili di mezza umanità.


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