Giorno 14 ” Il coronavirus a Venezia”

In tutto questo una chiave di lettura positiva c’è, forse anche più di una. Ricordo inoltre ai giornali e a tutti coloro che stanno leggendo: ieri sono nati 801 bambini in Italia. Tolta questa esplosione di vita che non può che scaldare anche i cuori più riluttanti, stanno comparendo le prime notizie sull’inquinamento. O meglio sulla riduzione dell’inquinamento, in Cina si erano già viste le foto satellitari raffiguranti la drastica riduzione. I livelli di diossido di azoto nella troposfera cinese risultavano quasi nulli nella provincia dello Hubei . Questo gas è particolarmente tossico per due ragioni, la prima la sua alta reattività ( è un forte ossidante) e l’altra è la sua densità (molto più elevata dell’aria dunque il gas rimane molto vicino al terreno e quindi facilmente respirabile). La molecola è prodotta da impianti produttivi di fertilizzanti, centrali energetiche e dalla combustione che per esempio avviene nei motori a scoppio delle nostre auto (uno dei più importanti contributi). Per questo il biossido di azoto è considerato un buon indicatore di quanto la gente si sposta. La gente non si sposta, non produce inquinamento atmosferico, le aziende (la grande maggioranza) si fermano e non producono ne inquinamento ne beni o servizi e quindi entrate a loro volta. Questo ha un ottimo impatto sull’ambiente e sul sistema terra, purtroppo non sul sistema economico e politico delle nazioni.

In questi momenti in cui la gente non sa cosa fare e si annoia sarebbe vantaggioso indottrinarli riguardo uno stile di vita più rispettoso, ecologico e sostenibile. Tramite documentari, corsi gratuiti di riciclo e riutilizzo di materiali che consideriamo spazzatura, video divulgati sui social (primaria fonte d’informazione di questi tempi) che introducano alla sostenibilità e a come migliorare le proprie abitudini per noi e per i nostri fogli. Basta poco per capire che in base ad un determinato stimolo è conseguente una determinata reazione, basta poco per fare un gesto in più verso noi stessi e verso il pianeta, dove e come l’uomo chiama allora la natura risponde risponde a tono. E finora è sembrato solamente che vogliamo suicidarsi e che non siamo capaci a goderci tutto quello che ci circonda.

Magari in futuro saremo fieri dei bassi livelli d’inquinamento non causati dal terrore della morte ma dalla consapevolezza di quanto è unico ed irriproducibile ciò che ci circonda. Magari in futuro saremo in grado di preservare la salute nostra e del pianeta.

Per un fervido sostenitore della natura e dello sviluppo ecocompatibile come me queste notizie di riduzione dell’impatto negativo umano umano sul pianeta sono motivo di felicità. Una in particolare mi ha stupito più di tutte. L’acqua per le calle a Venezia, sembra quasi acqua di torrente in cui mi ci tufferei volentieri, qui di seguito alcune foto di residenti.

L’acqua di Venezia non è altro che l’emblema del nostro consumo incosciente e incurante delle risorse e della bellezza del nostro pianeta. Maggiore sarà il sopruso ed il consumo di risorse e maggiormente sarà oscurata la limpidezza e la trasparenza del pianeta.


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