Giorno 31 ” Moby dick dick dick”

Da quanto avrete notato dal titolo il countdown è terminato ed è rientrato in vigore la morbosa e terrorizzante consequenzialità dei giorni. E devo dire che questa speranza che nel primo periodo mi aveva così tanto rimepito il cuore di potermi svagare e vedere la mia morosa è durata ben 3 giorni. Mica male. Lo scandire ritmato dei secondi che ormai sta facendo impazzire tutti gli Italiani e a cui tra poco si aggiungeranno anche molti altri popoli. Tutti pazzi per la quarantena rischia di divenire il tormentone dell’estate italiana “sotto il sole sotto il sole, sul balcone sul balcone”. Visto ciò che è trapelato dalla riunione dei vertici e comitato tecnico scientifico di ieri sera almeno qui in Lombardia si prevede di riaprire dopo i primi di Maggio la quasi totalità delle aziende per poi permettere la mobilità all’incirca nello stesso mese. Per questo parte del titolo non è in maiuscolo, non è un nome proprio. In tutta questa tristezza che avvolge le settimane che ci separano fino al termine di queste misure aggrappiamoci assieme al sogno di un’estate calda tanto agognata. Io che di solito attendo per 200 giorni l’anno l’arrivo di questo periodo magnifico quest’anno sarò ancora più contento ed incredulo, ma a pensarci allo stesso tempo sarò ancora più triste della sua fine. Maledetto freddo della pianura padana. Prima che il primo spiffero mi colpisca alla schiena (fanno sempre così, loro sono dei bastardi) io me la fuggo sull’equatore. Proprio sull’equatore, su quella linea che per i molti è immaginaria per me è un modo di pensare. Equator is a state of mind. Per alcuni il paradiso è oltre questa vita, per me è questa vita condotta ai tropici. Apro un chiringuito sulla spiaggia eco compatibile, sostenibile e con la green economy campo fino a 100 anni sulle spiagge dei caraibi. Altro che morire qui con la nebbia e l’artrite per via dell’umidità io non ci stò. Il piano è che a Luglio dovrei laurearmi, dopodichè sarei libero di cercare un altro lavoro, non dovessi trovarlo io verso settembre/ottobre me la fuggo nell’altro emisfero che la è primavera e se proprio dovessi volere verso aprile/maggio me ne torno qua e continuo così per sempre tra un chiringuito e l’altro. Altro che una vita in vacanza, io voglio lavorare ma voglio una vita in estate-ptimavera.


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