Giorno 34 “Cento giorni di solitudine”

Ed oggi sono 34 e si prosegue così, un pò incerti sul futuro il lavoro gli amici il ristorante che piace tanto il teatro ma certi di poter stringere una mano con molta più amuchina di quanto interesse si mette solitamente, abbracciato e baciato con la mascherina. Ma un traguardo importante per l’uomo è stato raggiunto in questo periodo: si è scoperto finalmente quanto misura il “vicino”. Esattamente 1 metro, la distanza di sicurezza che permette la vita. L’era ante coronavirus e post coronavirus sarà cambiata perchè noi saremo cambiati. Oggi ho visto, e sottolineo visto perchè il tatto è ancora un miraggio, una vecchia amica che non mi sembrava lei. Solitamente le persone che si frequentano spesso per i più disparati motivi cambiano giorno dopo giorno ma l’infinitesima variazione è impercettibile se abituata costantemente quindi mi viene il dubbio: non mi ricordavo come fosse o a distanza di 30 giorni è cambiata a tal punto da non farmela riconoscere? Sicuramente entrambe le cose. Nonostante questo mia mamma è sempre qui con me a perdere la pazienza e di lei sicuramente non potrei dimenticarmi non solo perchè è mia mamma ma soprattutto perchè è una spacca balle più finita (lo scrivo con affetto). Tutto sommato stiamo, o meglio sta, iniziando a prendere i ritmi e specifico sta perchè io sono sempre chiuso in camera a studiare, ripassare, leggere, scrivere se non per 1 ora ai pasti, mezz’ora per prendere il sole dalle 14 alle 14:30 e va bè la mattina che faccio la pulizie. In quel momento (mezz’ora del tempo visto che sono della scuola: poco alla volta tutti i giorni anzichè tutto un gran lavoro in un giorno) lei dorme perchè io mi sveglio abbastanza presto verso le 7/7:30 e quindi io pulisco dappertutto tranne che in camera sua. Sia mai. Mi rompe le balle pure che non pulisco in camera sua. Stamattina allora cosa ho fatto, ho aperto la sua porta, con piede cauto mi sono avvicinato al letto ed ho iniziato a passare le veline. 1 minuto è durato (ma mi aspettavo anche meno, ed infatti era per quello che non passavo mai in camera sua) che ha iniziato ad urlare:”lasciami dormire, vai via, ho bisogno di dormire, è presto, chiudi la porta, smettila e lasciami stare”. Prontamente me la sono svignata e nel mentre mi accingevo a chiudere la porta ha aggiunto magicamente:”comunque non si passano così le veline” ci tengo a sottolineare che era una quasi oscurità assoluta e che lei senza occhiali non vede nemmeno alla luce. Facendo questo mi sono guadagnato 1 il buon umore della giornata, a me queste cose fanno sbellicare, 2 un buono per rinfacciarle l’accaduto quando si lamenterà ancora che non faccio le pulizie in camera sua, con un grado di validità pari al controproducente (quelle volte in cui credi di essere in credito e magicamente la mamma usa le sue regole e divieni un debitore peggio degli schiavi in magna Grecia), 3 una storiella da raccontare, di questi tempi infatti nessuno ha molto da dire e quel poco che dice è sul coronavirus ed io francamente mi sono un pò abboffato. Ascolto il telegiornale e su 4 notizie 3 sono sul virus e la quarta è sull’effetto del virus sui cani della regina Elisabetta. Fantasia umanità, la quarantena passerebbe più in fretta per tutti.


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