Giorno 40 “La quarantena fa quaranta”

Oggi voglio condividere un ricordo. Dobbiamo tornare indietro di circa 10 anni a quando io andavo ancora alle scuole superiori, erano i primi anni. Come era accaduto durante le elementari così anche durante le superiori mio nonno costantemente giorno dopo giorno mi aspettava al cancello per andare assieme a casa a pranzare. Sono stati anni bui per me quelli dell’adolescenza, mi sono sentito smarrito naufrago dell’esistenza e come le cozze in mare aperto mi aggrappavo saldamente al primo scoglio che trovavo e da esso traevo sostentamento. Ma questa è un’altra storia, è la storia di me cozza (anche se ero molto carino e avevo ancora tutti i capelli) e voglio raccontarvela in un secondo momento. Quando eravamo in macchina sulla strada per casa io ed il nonno incontravamo sempre traffico essendo orario di uscita delle scuole. Centinaia, migliaia di ragazzini impavidi e non curanti si buttavano sulla strada, sulle striscie, decine di autobus in manovra, in fermata ingombranti impedivano il normale scorrere del traffico. Con la pacatezza che lo contraddistingue mio nonno un pò s’inalberava per via degli incoscenti ragazzini che lo costringevano a frenate improvvise (seppur la sua guida sia sempre stata estremamente prudente e lenta). L’alterazione durava giusto i secondi in cui premeva il pedale del freno, poi si distendeva e diceva: “Se questo formicolio non esistesse non esisterebbe futuro” e soddisfatto procedeva a tentoni per la strada divenuto campo minato o sportello postale. Ancora oggi ci rifletto su questa frase e ancora oggi mi stupisce la profondità e la lungimiranza di quelle parole. Se non esistesse la sregolatezza e l’inesperienza adolescenziale non avrebbe senso nemmeno vivere perchè che vita sarebbe quella fine a se stessa. Chiaro che l’intento della vita sia vivere ma nell’accezione protratta il più possibile nel tempo. La vita vuole vivere e continuare a vivere, senza questa scintilla tra atto e potenza allora non ci sarebbe un fine e un inizio. Oggi pensavo a queste parole siccome ai giornali si sente e legge che i governatori di certe regioni premono per le riaperture di stabilimenti produttivi, premono per il futuro in sostanza. Questo è il risveglio della vita dopo un lungo letargo e come le primavere insegnano quando i fiori sbocciano regalano spettacoli ammalianti. Ci prospetta una nuova primavera, una nuova rifioritura.


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