Giorno 41 “La fattoria degli Italiani”

Quest’oggi mi è capitato di imbattermi in una lettera rivolta al presidente Conte da un normale cittadino, Jacopo Fo. Il contenuto spiegava il turbamento dello scrittore in questi giorni costretto a casa ma soprattutto, come già ho trattato, l’insicurezza verso il futuro. In realtà non mi è sembrato molto costruttiva come lettera ma più come uno sfogo in cui si presentava l’idea utopistica di fermare il contagio con mezzi simili a quelli adottati dalla Corea del sud. Il loro modello ha previsto un massiccio lavoro di tracciamento dei cittadini permettendo il continuo svoglimento delle attività produttive e non. Sarebbe bellissimo certo, ma ho scritto utopia e lo sapete anche voi che lo è. Sicuramente qualcuno se ne infischierà delle limitazioni o di fornire dati completi per permettere la costruzione di un quadro completo. Senza pensare alle possibili truffe che sorgerebbero. Vuoi una fedina sanitaria immacolata vieni con me, vuoi nascondere i tuoi spostamenti vieni con me, vuoi evitare di finire in quarantena vieni con me. Figuriamoci che c’è gente che viola la quarantena andando in giro nonostante sia positiva metterei la mano sul fuoco che se avessero potuto avrebbero fatto il possibile per non finire catalogati come positivi per poter continuare ad andare in giro. Manca un pò quel senso di morale comune, di buon senso e anche un poco patriottico assieme quel pizzico di rigore che ci contraddistingue dai nostri cugini orientali. Quindi mi spiace ma se già non c’ha pensato Conte ne faccio io le veci, te la boccio nonostante sia lodevole l’intento e il coraggio.

La lettera rivolta all’alta carica istituzionale mi ha messo in gioco in primis in quanto anche io sto scrivendo una lettera. Non è rivolta a nessuno politico di preciso ma ai giornalisti. Sono intenzionato a mandarla via email a tutte le principali testate di quotidiani del nostro paese e anche per posta a tutte le rispettive sedi principali. L’ho scritta perchè per l’ennesima volta ho sentito parlare faziosamente di polemiche (sterili) rivolte a chi rappresenta il popolo e all’unione europea. Ed io che forse riesco a sgarbugliare la matassa di cosa è giusto e cosa è sbagliato in questa molteplicità di realtà comprendo che sia realmente difficile districarsi tra le notizie che plasmano parole e intenti scritte unicamente con lo scopo di fare click ma che purtroppo generano mal contento ed instabilità nella popolazione. In quella fetta di popolazione che è facile da plasmare perchè si ferma al titolo accattivante senza scendere in profondità delle situazioni, quelle persone che a situazioni complicate riescono magicamente a dare risposte semplici senza però alcuna motivazione dimostrativa solida. Sto finendo di scrivere questa lettera che cerca di stimolare una presa di coscienza nei redattori, giornalisti e in chi tira le fila dell’informazione. Cerco di far capire che loro stessi sono immersi nel tessuto sociale che loro stessi contribuiscono a foggiare. Almeno in tempi di crisi come questi in cui si è un pò tutti in una vasca di benzina con la sigaretta accesa in bocca cerchiamo di evitare l’istigazione all’insorgenza delle parti più deboli e da tutelare del paese.

Quasi sicuramente alla mia lettera capiterà la stessa sorte di quella di Jacopo Fo.


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