Giorno 62 “Menti di tempesta”

Venti di tempesta e turbini vorticanti

Nella testa devastazione, poco resta

Rotti gli argini esondanti e quella tempesta

Resta; ansante senza pace e come nulla si desta

Non s’arresta ma avanza gravida

D’infestanti elefanti danzanti

Teme se s’assesta di perdere il vigore

Dunque prosegue e intercede incessante

La mia testa distrutta divampa, s’agita

Io son burattino coi fili al vento

Non mi lamento succube del tormento

Un cieco tuono all’improvviso sbuca dalle nubi

L’acquilone s’illumina, cuoce, divampa, infiamma, esplode

Non resta altro alla cenere se non divenir anch’essa

Tempesta.

Finchè non piove e nella quiete si dissolve e muore

Splende il sole.


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