Giorno 69 “Vatsyayana”

Buona sera a tutti, oggi vi racconterò la mia storia clinica. Da bambino sono sempre stato un ragazzo vivace e temerario quindi i pericoli e gli incidenti, nonostante l’estrema apprensione di tutti quanti i miei parenti più prossimi, erano all’ordine del giorno. La prima rottura di un osso avvenne presto, a circa sette anni. Ero a casa di un mio vicino di casa, eravamo entrambi sul suo albero in giardino dove avremmo voluto costruirci la nostra rocca forte sull’albero. Nel scendere mi coordinai male e mi ricordo solo di essermi svegliato in mezzo al prato con il braccio dolente. Mi dissero che ero svenuto dopo la botta. Quello fu il mio primo gesso. Il secondo venne dopo poco. Stavo spostando una pietra molto grossa e pesante mentre compivo una delle mie misfatte da bricconcello. Come facilmente prevedibile mi cadde sul pedie. Un mese di gesso e stampelle a quasi nove anni non mi fermava comunque. Poi inizia a giocare a calcio e oltre agli infortuni che mi procuravo per mio conto durante le malefatte si aggiunsero quelli dovuti agli altri durante partite o allenamenti. Fortunatamente nulla di grave con gli anni a venire se non qualche ustione al viso autoprocurata mentre compivo esperimenti di strana natura, qualche contusione molto forte, una botta che mi aveva paralizzato il nervo per qualche mese, varie e più volte le dita insaccate. Tutto sommato  niente di troppo grave. Poi iniziò il mio fascino per gli sport estremi. Sconsigliato ovviamente da chiunque. Mi ricordo le parole di mio nonno quando gli dissi che sarei andato a fare bungee jumping: “non esiste quella roba li, per questo stai a casa sul divano. Fermo!”. E niente, l’ho fatto lo stesso, insieme a rafting, ferrata, arrampicata, parapendio, canyoning. Però fortunatamente anche lì oltre gli acciacchi comuni nulla di grave. Con lo snowboard iniziò invece l’inizio dei veri dolori. Per i primi tre anni, non sto mentendo, ogni volta che andavo, due o massimo tre all’anno, tornavo che stavo sul divano fermo davvero o deambulavo con le stampelle, non sto esagerando, però senza mai rompermi nulla. E qui finiscono le mie avventure e le mie contusioni auto inflitte. Ora passiamo alle malattie congenite, so che non vedete l’ora. Ho una cisti tra un disco della colonna vertebrale e la schiena che fin’ora non mi ha dato nessun problema, soffro di tonsillite cronica perché predisposto ed ex fumatore anche se da quando ho smesso più di un anno non ne ho più avute, però ne ho sofferto per quasi 10 anni pieni. Ho i piedi estremamente arcuati mi hanno leggermente arcuato le tibie e la rotula, ho usato plantari e così via per un pò ma poi me ne sono stufato, ho la parte destra poco più sviluppata e voluminosa della sinistra, ma questo per chi non è valido forse i mancini, ho una cisti nel cervello, esattamente nel centro tra i due emisferi, ma non mi da problemi, almeno credo boebofnreiniovenr. Infine soffro di varicocele al testicolo sinistro e per via di questa malattia ho avuto qualche dolore proprio li, dove non batte il sole, sommata al kriptorchidismo che mi ha segnato per le prime ore dopo la nascita ( i testicoli non erano scesi del tutto dalla pancia, adesso che ci penso per le prime ore della mia vita sono stato un ermafrodita per certi versi, wow che culo) qualche controllino era necessario. Il primo spermiogramma il medico mi disse , mi ricordo ancora le parole:” ci sono tanti bambini bisognosi d’amore nel mondo”. Il secondo spermiogramma fu nettamente migliore e mi disse:” Se incrocerà le dita di mani e piedi suoi e della sua partner forte forte forte forte forte ce la potrà fare, credo in lei”. E niente ora concludo. Sto reiniziando ad andare in bici e “i testicoli devono stare al sicuro il più possibile” è il mio pensiero quasi costante mentre pedalo questo per dire che mi sono accorto che ho avuto un cambio di paradigma. Se prima gli esami erano semplici controlli e le preoccupazioni potevo rimandarle a data da destinarsi, ora invece ho raggiunto quella data senza averla destinata prima, è successo e basta, dannazione! Le priorità della mia vita sono cambiate o stanno cambiando e i miei testicoli me lo hanno fatto capire più forte che mai.


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