Giorno 73 “Parole in bocca”

Era una sera con il venticello in fronte e mentre passeggiavamo tra i vicoli medioevali incontrammo un ragazzo scalzo. La macchina ci sfrecciava accanto e ci travolse un profumo d’edera e gelsomino. Rimanemmo inebriati da quegli odori, quasi ipnotizzati, camminavamo senza accorgercene, guidati da quella scia odorosa. All’improvviso un anziano dai vestiti logori ruppe l’incantesimo e noi spaventati e colti d’improvviso ci pietrificammo fingendo di non vederlo. Ma lui arcigno si interpose di prepotenza sui nostri passi sussurrando parole apperentemente insensate, quasi ripettese tra se e se un mantra. “La scuola qui non ci scampa, una chiesa e un bar dal settanta, chiedete al professor Bertram chi ha preso la maestra”. Capite le parole iniziammo a guardarci attorno rapiti e in cerca di indizzi per risolvere quell’apparente indovinello ma nulla ci fece accendere una lampadina e quando ci rivolgemmo al vecchio era già sparito, dal nulla era venuto, dal nulla se ne andò. Era forse un’illusione dettata dal buon vino rosso che ci scorreva nelle vene o la stanchezza a giocarci un brutto scherzo? Pensò la ragazza, ma entrambi avevano sentito e visto la stessa cosa, tutto era molto strano. La ragazza allora prese a sudare e tremolii gli percorsero la schiena, si era ricordata di un avvenimento che sua nonna vociferava sin dai tempi. Una maestra dell’istituto di quel paese era scomparsa nel nulla durante una gita portando con sé, si crede, una giovane bambina. Martin era rimasto inebetito, ancora non credeva a quello che era successo, che aveva visto e sentito, nemmeno le parole di Carola lo facevano riprendere e la storia della maestra lo faceva rabbrividire fin dentro le viscere. Sentiva che doveva vomitare. Un fuoco in petto. Sentiva gli occhi lucidi. Le mani e le gambe tremavano imperterrite senza rispondere ai suoi comandi. Si accasciò a terra ansimando, con il cuore che gli rimbalzava in petto tanto forte che sembrava volesse rompergli il costato, cercò di respirare, chiuse gli occhi.

Si svegliò sudato nel cuore della notte in una camera d’albergo che non era la sua con una donna che non era la sua morosa. Quel Ruinart era composta da uva di un’annata da dimenticare.


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