Giorno 81 “Storie di persone e di profonda quarantena”

Al momento che scrivo i casi della malattia più famosa da un secolo a questa parte sono aumentati di solamente 593 in Italia, i morti sono appena 70 mentre i guariti di questo morbo tanto blasonato sono 3’503. Oggi leggevo un articolo molto interessante che parlava indovinate di cosa. Il coronavirus, tadaaan. Questo articolo scientifico che è uscito da parecchi giorni è stato pubblicato da un’equipe di medici dell’ospedale civile di Brescia. Trattava dell’isolamento del nuovo genoma del virus. Per quanto scritto questo nuovo DNA adattato all’essere umano comporta una profilassi ed un decorso della malattia estremamente più morbido e meno serio a livello di complicanze secondarie. In poche parole dicevano che chi avrebbe contratto il virus così modificato allora non avrebbe necessitato di intubazione, rianimazione e altro. Bensì la gravità dei sintomi era pari, quasi, a quella del coronavirus stagionale con qualche linea di febbre, raffreddore e poco più. In sostanza il virus si è adattato all’uomo dandocela buona anche stavolta, si è piegato alla nostra supremazia della razza più forte all’apice della catena alimentare. Infatti riflettendoci il virus, come ogni altro essere vivente, rispetta la legge di Darwin. Il virus più forte vince, e con forza del virus non si intende la gravità delle malattie che insorge nell’ospite, bensì nella quantità di persone che colpisce. Proprio come un parassita non vive uccidendo in breve tempo il suo ospite così anche del virus è prolifacata la variazione genetica che permette una maggior vita dell’ospite e dunque una maggior probabilità di essere contratto da terzi, quindi maggior possibilità di espandersi. Sarà questo l’epilogo che spetta a questo mostro che per mesi ha tenuti incollati ai telegiornali la quasi totalità degli umani? Sarà così che un potente estraneo si spegnerà? Lasciando una scia pari a quella di una stella cadente per poi divenire un semplice raffreddore? Un pò mi soddisfa pensare che anche questa è la prova della potenza e lungimiranza della nostra specie, dall’altro mi spaventa perchè come sempre a tanto potere è associata immancabilmente tanta responsabilità. E dubito che in molti la pensino così. Penso anzi che i molti siano soddisfattamente presuntuosi di questo primato e con estentazione rischiano di inabissarlo. Sono conscio però che questa reclusione, severa ma giusta, abbia lasciato un senso profondo dentro molti ed inconsciamente si sta mettendo in moto una maggior responsabilità nei confronti degli altri e di ciò che ci circonda. Consciamente come per ogni grande cambiamento ci vorranno anni per la realizzazione e la consapevolezza ma i semi sono stati instillati e le nuove generazioni sono fermamente convinto che non vorranno far giocare i loro figli con la mascherina, che sia per un virus o per lo smog. Io credo ancora nell’umanità, quella futura però.


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