Ya lyublyu Moskva

La capitale russa, Mosca, fa parte della prima tappa di un viaggio tra amici fatto nel 2017, l’itinerario del viaggio intero lo trovate qui.
A differenza di tutte le altre mete, in cui tengo quotidianamente un diario di bordo, ho tentato un approccio differente questa volta. Volevo chiedere a più persone, abitanti del posto, una breve definizione della città per poi confutare e discutere quanto raccolto una volta a casa. Sebbene potesse sembrare accattivante l’idea, il risultato è stato un fiasco totale. Non so se dovuto a me che non risultavo abbastanza stimolante o i russi poco creativi. Un esempio: “Come definiresti Mosca in poche parole?”; “Fredda”.
Sta di fatto che di quel viaggio oltre a non aver tenuto un diario ho pure cancellato o perso tutte le foto fatte da me. Dunque mi rimane qualche immagine arruffata dagli amici e tanti ricordi per raccontarvi questa vacanza veramente stupenda. Lascerò che siano le poche immagini pervenute ad introdurvi e raccontarvi i ricordi.

L’armata Brancaleone

Sprezzanti del maltempo qua eravamo alla collina Poklonnaya, dopo aver preso un bel pò di freddo, tanta pioggia, ammirato una parata militare gigante ed essere stati al museo sulla 2° guerra mondiale. Volevamo fingere in realtà di essere un’armata invincibile come quella sulla sfondo, siamo usciti un pò come il manipolo dell’armata brancaleone.

Nulla a che vedere chiaramente con il superman russo gigante che troneggia in una sala altrettanto gigante nel museo limitrofo, un pò megalomani sti russi.

russkiy supermen
Eliseyevskiy

Questo è il famosissimo supermercato in cui è possibile ammirare la struttura classica e pagare molto di più cibi e bevande.
Eravamo in un ostello appositamente per conoscere ragazzi ma soprattutto per poter risparmiare soldi. E cosa fai non paghi le vivande una caterba perchè comprate in un supermercato-attrazione turistica? Da bravo turista che lesina su tutto cascare nella trappola è quasi d’obbligo. Tra l’altro l’ostello era stupendo lo consiglio caldamente, lo trovate qui. Siamo quindi andati a fare la spesa per i pasti in questo negozio, bellissimo, pagato carissimo, torniamo in ostello pronti per preparare cena. Nel mentre iniziamo a cucinare uno di noi si accorge scrutando il pollo, che sarebbe stata la nostra cena, che era verdognolo. Infatti la confezione era aperta ed era scaduto da circa un mese. Fortunatamente non l’abbiamo mangiato, ma quanto l’avevamo pagato e quanto saremmo stati ad un passo dalla fine della vacanza. Questa è stata la prima delle tante inchiappetate che abbiamo preso in russia.

Ora si inizia con i pezzi grossi, gli aneddoti quelli belli.
La prima sera io e questo ragazzo, ritratto molto felice in foto, siamo usciti cercando di fare conoscenza con ragazzi e ragazze, soprattutto. Ci siamo riusciti e ci hanno portato in un locale dove i giovani russi vanno a scatenarsi solitamente, il famoso Kamchatka, ora chiuso definitivamente con nostro grande rammarico. Era un ristorante al piano interrato in cui c’era musica fino alla mattina. Bello, caratteristico, sudicio, angusto, quasi un bunker (i russi un pò ce l’hanno il feticcio). Balliamo, beviamo, cucchiamo. Lui, il ragazzo nella foto inizia a intrecciare la lingua con una bella ragazza rassa, io inspiegabilmente inizio a ballare con un orso bruno. Nulla di male, facciamo baldoria assieme. Il problema è nato quando ha iniziato ad offrirci da bere, soprattutto a me. Con sempre più insistenza tentava di farmi ingurgitare quando io invece dopo i primi due shottini ero sazio. Anche i ragazzi che ci avevano portato a ballare erano al quanto stupiti e ci dicevano che gli sembrava strano.

Il problema è che questo gentleman non parlava inglese, quindi uno non so tuttora come siamo diventati amici e perchè continuava a starmi attaccato e due, al momento, non sapevo come mandarlo via con delicatezza. Neppure con l’intercessione dei ragazzi “amici” per parlargli in russo e cercare di capirlo si è arrivati ad una soluzione. A quel punto io abbastanza stufo e anche un pò spaventato ho preso e sono tornato in ostello e si è conclusa così tristemente la mia serata. Sognavo una bella russa e mi si è appioppato un bell’orso. Fosse stato un pò più delicato nei modi, ma così proprio no.
La foto con i Bugs Bunny arriva dalla sera seguente in cui abbiamo riportato nel locale i due altri amici, volevamo fargli scoprire il locale in cui divertirsi (che poi dipende visto il mio caso). Ci siamo sparati una cena da circa 10 euro in quattro con mancia inclusa (vi lascio immaginare la qualità) e dopo cena, sulla strada del ritorno, il ragazzo della foto è cascato nella trappola per turisti in cui affabilmente i personaggi ti fanno fare la foto ma poi vogliono i soldi (notare il gufo in testa). Eh niente lo hanno rincorso per menarlo perchè non voleva pagarli, non è un bravo turista lui.

Gipsy

Questa foto di sfuggita è stata fatta nella famosa discoteca Gipsy di Mosca in cui siamo andati con il grupo di ragazzi conosciuti la prima sera. Tra l’altro la ragazza ed il mio amico continuavano a frequentarsi, lei era persa, e lui è un maschio. Il locale spettacolare, veramente immenso. Appena entrati abbiamo chiesto 4 cocktail diversi, inspiegabilmente sono diventate 4 cose uguali imbevibili. Durante la serata ho partecipato ad un mini torneo di pincanello e ad un certo punto io ed un amico troviamo questa piscina stupenda fatta di palline e piena di ragazze russe mozzafiato. Che fai non ti ci butti?? Ci siamo buttai. Tempo 2 secondi e dietro di me avevo il tipico buttafuori russo, solo molto più gigante, che mi ha preso per le spalle e mi ha tirato delicatamente fuori dalla piscina. Abbiamo avuta paura, molta, io perticolarmente visto l’effetto che faccio agli uomini russi. Quella piscinetta era solo per donne purtroppo.
Abbiamo ballato, incontrato italiani riconosciuti dalle inconfondibili bestemmie, perso disperatamente il numero del guardaroba e nonostante la palese prova di una foto che ritraeva proprio quel giubbino indosso non volevano restituircelo. Una serata veramente bella.

“Ci piace il picio italiano”

Questa immagine, o meglio il video da cui è tratta, ha fatto la storia.
Non so se le nostre facce fanno trasparire la solennità del momento. Eravamo in uno degli innumerevoli e bellissimi parchi di Moscaper vedere la tenuta di campagna degli zar a Kolomenskoe. Ci annoiavamo e io volevo rimorchiare. Mi è venuto in mente un modo geniale per attaccare bottone con le ragazze. Dire che ero un blogger, effettivamente lo sono, e mi sono inventato che collezionavo frasi da belle ragazze per il blog. Ma cosa fargli dire? Il lampo di genio: “ci piace il picio italiano”. Intraducibile per gli stranieri ma d’effetto spettacolare per noi italiani. Così abbiamo attaccato bottone, ci siamo scambiati le frasi da dirci (loro teneramente ci hanno fatto dire “ya lyublyu Rusya” cioè “noi amiamo la russia”, quanta innocenza) e abbiamo registrato. Questo fotogramma rappresenta la riuscita perfetta del metodo dopo la frase pronunciata dalle loro labbra. Le nostre facce esprimono a pieno lo stupore nel sentirla e la scoperta di un vaso di Pandora dalle potenzialità inaudite.

Gli amici italiani

Questa è un’altra bomba. L’ultima sera in cui eravamo a Mosca abbiamo voluto trattarci da nababbi. Siamo andati a cena in un ristornate spettacolare, ristorante Sempre, abbiamo mangiato divinamente, lo consiglio caldamente. E dopo l’abbuffata volevamo andare a divertirci un poco. Siamo tornati sempre al Kamchatka, ormai era la nostra sicurezza assieme ad una petit boulangierie a cui ci eravamo affezionati. Abbiamo ballato, cantato, conosciuto gente, insomma una serata divertente. Finchè poi abbiamo trovato questa persona, sicuramente non di origine russa, abbastanza inebriato dall’alcool che ci ha presi in simpatia e voleva fare le foto con noi perchè eravamo italiani. Il problema è che non ci mollava più. Forse un pò di disagio trasapare dalla foto.

Museo Vodka

Qua eravamo nel museo della vodka al cremlino di Izmajlovo. Luogo stupendo e perfetto per i turisti perchè pieno di negozietti fatti apposta per turisti. Vendevano di tutto dai copricapi alle magliette, ai guanti, alle bambole russe, alla vodka, ai carretti per il bestiame (quale buon turista non se ne torna a casa con un carretto per buoi nuovo? Quelli che non pagano i looney tunes, ve lo dico io). Stupenda struttura, edifici tipici russi con guglie, pennacchi e architettura in legno avvolti da una bellissima atmosfera. L’anedetto di questa foto sta nel percorso per raggiungere questo luogo fiabesco, anche se la foto in se è gia abbastanza un aneddoto. La sera prima eravamo andati a ballare, bere, mangiare, cuccare, al solito e intramontabile Kamchatka e insomma tutte quelle cose che si fanno l’ultima notte prima della partenza. Vi lascio immaginare i postumi. Io che facevo da guida per raggiungere il posto ho preferito fare una camminata di qualche decina di kilometri, senza però che loro lo sapessero, diciamo che l’hanno scoperto strada facendo, molta strada facendo. Siamo passati in mezzo alla steppa russa tra parchi, cittadine periferiche alla capitale e il nulla. Tutto per giungere in questo bellissimo posto sull’orlo dell’ammutinamento e la lapidazione.


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